LETTERS TO LONDON

LETTERS TO LONDON

Ti pare così grigia, ti pare così lontana, così grande, è immensità. Ti pare sconosciuta.

E’ movimento, movimento senza freni, è colore, energia eccitazione. E’ l’immenso in una via, l’immenso in un tramonto. E’ l’immenso senza fine in una linea metropolitana. Sono luci riflesse su un canale, sono luci che illuminano l’arrivo dell’autunno ma conservano per te ancora brezze estiva che come una carezza non ti svela che sarà l’ultima. un’ultima, un’ultima o prima carezza che sarà eterna.

Ti pare immensa, Ti pare sconosciuta. E’ notte, che poi diventa giorno.

E’ tramonto che diventa alba.

Sono minuti che sembrano ore, ti da più tempo, ti concede il suo tempo. Si ferma.

Ti fa camminare, ti fa respirare, ti fa urlare, ti fa amare, ti fa odiare, fs piangere, fa ridere, fa emozionare.

Si ferma in uno sguardo, si ferma da lontano. Si ferma in un bicchiere di vino fra le risate.

Si ferma fra i progetti.

Si ferma tra ambizioni.

Ti ascolta. Ti carica.

E’ vita, Come luci accese in tarda notte.

E’ malinconia ma è felicità.

E’ l’esser lontano da tutto ma dove il tutto non esiste.

Esiste lei, esisti tu. Gli occhi chiusi, le ultime ore pomeridiane, un fiume che ondeggia come se ballasse lentamente, i gabbiani si lasciano trasportare nel cielo. Apri gli occhi, apri la mente, inizia a vivere, inizia a credere.

 

Non ti chiede di restare, ma di ricordare.

Non dimenticare.

Londra.

16-09-18

 


 

E poi succede che qualcosa cambia, qualcosa si trasforma, torni su quei passi, ti perdi nelle luci del tramonto che piano piano si allontanano dalla scena lasciando spazio alle stelle, ai desideri, alle luci, alle emozioni. Succede che qui dall’alto posso vedere tutta la città, posso sentirne le vibrazioni, le sensazioni che dalle vie, dalle strade salgono verso l’alto e mi fanno sentire parte di un qualcosa che non mi ha mai lasciata andare, mi faccio trasportare da esse e sorrido. Succede che guardo il cielo, guardo le persone, i loro volti, gli sorrido, compro un gelato, respiro a pieni polmoni e mi lascio andare passo dopo passo. Percorro queste vie e mi sembra tutto nuovo, mi volto per poi procedere in avanti.

Ti conosco da ragazza e ti ritrovo come una donna.

Ti sorridevo innamorata e ti ritrovo senza compromessi.

Non ti conoscevo abbastanza ma sapevo che ci saremmo ritrovate ogni volta.

Pensavo sarebbe stata la prima e l’ultima volta ed invece ti ho vissuta in tutte le stagioni, ogni mese un desiderio, un’aspettativa, un po’ di paura, poi mi sono fermata, ho preso un respiro profondo, ho ripreso a camminare e ti ho riconosciuta, eri li, mi hai accolta, ti ho sorriso e sono cambiata ancora una volta pur rimanendo me stessa.

Londra.

26 – 05 – 19

 

*Questi scatti che vedrete pubblicati di seguito possono racchiudere una o più emozioni, più significati e nessuno di essi. Non hanno un senso logico particolare, non sono state scelte perché più belle, particolari o significative di altre, semplicemente sono state scattate, scelte e pubblicate, condivise insieme a voi. Non le vedrete a colori, lascio immaginare a voi, lascio creare a voi la vostra sensazione personale per ognuna di esse.

 

photo credits Silvia Caroline – www.thebluelighteyes.com

 

Brigit’s Bakery – afternoon tea bus

Sketch London – lunch at Parlour

Royal Lancaster Hotel – my room 

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